Recensione Vardø Dopo la tempesta, Kiran Millwood Hargrave

Donne che risorgono dalla burrasca.

Quando il mare restituisce ciò che ha portato via, è ora di rimboccarsi le maniche e darsi da fare.


di The Secret Bookreader

Vardø. Dopo la tempesta, di K. M. Hargrave, Neri Pozza editore, € 18

Bentornati sul blog, cari lettori. Oggi vi parlo di un romanzo davvero eccezionale. Come spesso succede, ci imbattiamo in libri che dal titolo esprimono già tutto ciò che hanno da raccontare. Romanzi che alle prime righe mettono in guardia: avvisano che le pagine successive saranno molto difficili da mandar giù e spetta a noi decidere se abbandonarle o conoscerle nella loro profondità. È certamente questo il caso di Vardø. Dopo la tempesta di Kiran Millwood Hargrave, un romanzo estremamente potente, crudo, immenso nella sua agghiacciante verità. Un romanzo che narra un triste spaccato di storia che vede come protagoniste le donne vittime della paura e delle false credenze della superstizione. Se vuoi sapere di più su questo romanzo, continua a leggere l’articolo!

TRAMA

È il 1617, siamo a Vardø in Finnmark, regione della Norvegia nordorientale. Nel giorno della vigilia di Natale di quell’anno una violenta e improvvisa burrasca si abbatte nelle acque del Mare di Barents, non distante da questo piccolo borgo di pescatori. Nessuno dei quaranta uomini usciti per mare sui pescherecci fa ritorno a casa: sono stati tutti inghiottiti dal mare. Per giorni non si hanno notizie degli uomini scomparsi, fin quando il mare non inizia a restituire i corpi sulla spiaggia. Vardø rimane così un luogo dove abitano solo donne, non ci sono più mariti, figli, fratelli, ad eccezione dei più piccoli. Inizia così un periodo durissimo per le donne di Vardo private dei loro uomini. Passano i mesi, l’inverno gelido lascia spazio alla soleggiata primavera e alle donne non resta altro che rimboccarsi le maniche e darsi da fare. Maren Magnusdatter, la protagonista, ha perso il padre e il fratello dopo la tempesta, vive con la madre e con Diina, la moglie del fratello, una lappone. Anche una delle migliori amiche di Maren, Kirsten, è una lappone. Agli occhi delle frequentatrici della kirke, la chiesa locale, la loro presenza è sgradita. Le donne della kirke credono che i lapponi siano legati ai culti demoniaci, che conoscano l’arte del “saper tessere il vento” ovvero poter controllare gli eventi atmosferici e per questo credono che la causa della burrasca sia da imputare a loro. Le donne di Vardø raggiungono così un’autosufficienza che è frutto della necessità: si sostituiscono agli uomini e portano avanti le mansioni che un tempo spettavano a loro, vanno addirittura per mare a pesca a bordo dei pescherecci. In questo luogo dimenticato da tutti sembra farsi spazio una parvenza di ritorno alla normalità se non fosse che l’equilibrio è interrotto dall’arrivo in paese del sovrintendente Absalom Cornet, noto fautore dei processi alle streghe, accompagnato dalla moglie Ursa. Vardø è un luogo dove le donne hanno saputo reagire difronte alle avversità, reinventarsi e rendersi utili per la propria comunità; in una società prettamente patriarcale tutto questo è malvisto agli occhi dei poteri forti. Inizia così un periodo buio per Vardø, segnato dal terrore e dall’influenza delle false credenze religiose. La vicenda si articola in maniera sempre più incalzante verso un finale drammatico ai limiti della realtà. Un romanzo storico che narra di pura realtà, di atrocità immotivate frutto dell’ignoranza e della paura del diverso.

[…] Vorrebbe saper scrivere, per mandare una lettera al padre. Gli racconterebbe che Vardø non è per niente bella, è un’isola piena di sospettose donne in lutto, alcune delle quali non vanno nemmeno in chiesa. Che fa freddo nonostante sia estate, e il sole non tramonta mai.

Cosa ne penso?

Si tratta certamente di un romanzo oscuro, non semplice da leggere. La trama è veramente scorrevole, la suspence si mantiene per tutto il romanzo, suscitando nel lettore il desiderio di saperne di più il prima possibile. Il focus del romanzo, pur essendo incentrato sull’intera comunità di donne di Vardø, pone maggiore attenzione su due personaggi: la prima protagonista infatti è Maren Magnusdatter. Maren, come anticipavo sopra, ha perso in mare il marito ed il fratello. È in preda agli incubi da quel giorno e l’immagine di una grande balena puntualmente fa ritorno nei suoi sogni, quasi a voler manifestare un’esperienza che non può essere rimossa e dimenticata. L’altro personaggio è Ursa, la moglie del terribile sovrintendente Cornet: non proviene dalla Norvegia, bensì dalla Scozia e per questo motivo Vardø non è un luogo accogliente per lei, è spaesata in quelle terre gelide dove la gente parla poco e gli sguardi sono taglienti. Due personaggi diversi fra loro che, però, in breve tempo diventano l’uno l’ombra dell’altro. E proprio le due protagoniste sono il punto di forza del romanzo: provengono da due mondi differenti, da due realtà che presentano troppe discontinuità: eppure Ursa in quel suo mondo c’è finita per sbaglio, non le appartiene, è necessario fuggire. Un romanzo che è un’ode alla forza delle donne, una forte e decisa critica alle imposizioni del patriarcato e alle assurdità della superstizione. Il tutto poi è racchiuso in una dettagliatissima cornice storica, minuziosamente descritta sotto molti aspetti: costumi, usanze, riti funebri, vestiario. È un romanzo che consiglio a quanti vogliono avere una visione concreta e imparziale su uno spaccato di storia dimenticato ma allo stesso tempo attuale. Un romanzo nel quale il territorio inospitale si mescola profondamente con le anime dei loro protagonisti; la descrizione della notte polare contrapposta al sole di mezzanotte delle estati artiche è come una metafora della vita: le avversità che si presentano durante il cammino sono molte, il buio è una presenza costante ma la luce è raggiungibile grazie alla tenacia e alla determinazione. Nonostante ciò, si tratta di un romanzo storico, pertanto il finale già scritto non è dei migliori. Vardø. Dopo la tempesta è un romanzo che va letto, tutto d’un fiato, nelle cui pagine è molto facile perdersi; una lettura che dà molto al lettore, ma che altrettanto richiede indietro.

Siamo giunti alla fine di questo articolo. Grazie per averlo letto! A presto con tantissimi contenuti qui su Blog e su Instagram!

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