Recensione Cuori vuoti, Juli Zeh

Full hands, empty hearts, it’s a suicide world.

Due soci, uno studio di counseling alternativo e il ritratto di una società che crolla.


di The Secret Bookreader

Cuori vuoti, di Juli Zeh, Fazi Editore, € 18.50

Bentornati sul blog, cari lettori. Oggi vi parlo di un romanzo che ho avuto l’occasione di leggere in anteprima e per questo ringrazio Fazi: si tratta di Cuori vuoti dell’autrice tedesca Juli Zeh, una delle più note scrittrici di letteratura contemporanea in Germania. Cuori vuoti, uno dei suoi ultimi romanzi, è un thriller politico-distopico e, aggiungerei, a tratti anche fortemente psicologico. È un libro intenso ambientato in un futuro prossimo ed è lo specchio di una società fortemente attuale che tratta temi di spicco della nostra contemporaneità. Se vuoi saperne di più su questo romanzo, continua a leggere la recensione!

TRAMA

In Germania, nel 2025 Britta e Babak sono oramai due affermati soci in carriera e gestiscono assieme il “Ponte”, uno studio di counseling alternativo. Si tratta di una pratica di medicina alternativa, un percorso di carattere psicoterapico attraverso il quale, grazie ad un accuratissimo software di ricerca, i due riescono ad intercettare individui inclini al suicidio. Il percorso si suddivide in circa una dozzina di step da superare per poter verificare le effettive tendenze suicide in modo da poter scartare immediatamente chi non è realmente intenzionato da chi vuole perseguire fino in fondo i propri scopi. I più determinati, dopo aver superato questo test in più fasi, hanno così la possibilità di poter prendere parte ad un attentato terroristico e morire per una causa a loro sentita. Secondo Britta l’obiettivo del ponte è mettere fine al cosiddetto fenomeno del terrorismo anarchico, un fenomeno incontrollato che ha portato ad una serie di attentati sregolati per tutta Europa. L’attività del Ponte sembra essere oramai avviata verso il successo se non fosse che un improvviso attentato all’aeroporto di Lipsia mette in allarme i due soci che intercettano così la minaccia di una possibile concorrenza nel loro campo. Cuori vuoti è la crudele ed esplicita rappresentazione di una società instabile, tanto irreale agli occhi del lettore ma altrettanto paurosamente vicina ai contemporanei. Un romanzo che sullo sfondo di vicende agghiaccianti, mette a nudo le fragilità e le falle del regime democratico europeo del secolo presente.

Cosa ne penso?

In un’epoca come la nostra ed in particolare in una contemporaneità segnata da eventi preoccupanti come i recenti tentativi di rovesciare le sorti dello Stato di cui siamo stati testimoni, romanzi come Cuori vuoti arrivano a far sentire la loro voce come a voler sottolineare una persistente preoccupazione, quasi a voler dire “Io vi sto avvisando”. E proprio nell’ottica della riflessione sull’instabilità dei tempi recenti questo romanzo mi ha colpito profondamente per la sua estrema chiarezza e per la sua presunta finzione che, come ho detto in breve nella trama, cela dietro di sé pura realtà. La società di Cuori vuoti è un vero e proprio non-luogo apparentemente irrealizzabile come quelli che si vedono nei grandi romanzi distopici di Orwell e di Hunxley, dove si alternano le vicende di una società idealizzata ma al contempo tristemente reale. Nello scenario di caos sociopolitico con cui si apre il romanzo, lo studio di counseling di Britta e Babak diviene agli occhi del lettore una componente quasi impensabile ed agghiacciante al solo pensiero che possa concretizzarsi nella realtà. Eppure nel corso del romanzo questo primo pugno allo stomaco costituito dal Ponte diviene la normalità, da accettare così com’è e della quale seguire gli sviluppi. Nella seconda parte del romanzo, dopo aver compreso largamente gli sviluppi politici, il contesto e sopratutto l’attività del loro studio di counseling, l’attenzione si focalizza sulla parabola psicologica di Britta, la mente del Ponte. Britta è consapevole di essere parte di un sistema critico, un vero e proprio ufficio di collocamento per potenziali suicidi: sa che ha avuto successo, sa anche che la stabilità della famiglia dipende da lei ma al contempo si sente vuota, vacilla, sa che il suo lavoro non è ciò che desidera fortemente. Il punto di forza del romanzo è dunque lo stretto rapporto tra caratterizzazione psicologica del personaggio principale, su cui si focalizza quasi l’intero romanzo e il susseguirsi incalzante degli eventi, sapientemente legati assieme da una scrittura frenetica ma allo stesso tempo chiara e delineata che porta il lettore a voler terminare il libro il prima possibile. Una concatenazione incalzante di eventi disturbanti ci porta così ad una conclusione assolutamente spiazzante seppur prevedibile di cui non vi dico altro. Cuori vuoti è un romanzo che consiglio fortemente, un romanzo che getta luce sulla costante fragilità della contemporaneità attraverso una trama sviluppata su una storia secondaria che interessa tematiche come il suicido e la sanità mentale e, a ben vedere, più che a intrattenere diviene al contrario un monito: invita il lettore a riflettere sulla costante incertezza del presente e sulla falsa rigidità del regime democratico, che da inamovibile certezza si dimostra un debole baluardo pronto a cadere da un momento all’altro.

Siamo giunti alla fine di questo articolo. Grazie per averlo letto! A presto con tantissime altre novità qui sul Blog e su Instagram.

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