Recensione Il libro delle case, Andrea Bajani

L’introspezione di «Io» si fa spazio attraverso le sue case.

Raccontare l’esistenza vissuta all’interno degli spazi vitali che diventano case dell’anima.


di The Secret Bookreader

Il libro delle case, di A. Bajani, Narratori Feltrinelli, € 17

Bentornati sul blog, cari lettori. Oggi vi parlo di un romanzo uscito qualche settimana fa. Si tratta di un’opera molto particolare ed emotivamente sentita, organizzata come una piccola raccolta antologica dai tratti autobiografici scritta con uno stile assolutamente tagliente e ricercato. Sto parlando de Il libro delle case di Andrea Bajani. Per saperne di più su questo romanzo, continuate a leggere l’articolo!

TRAMA

Il romanzo di Bajani è una lungo percorso dai tratti autobiografici che intercorre tra la fine degli anni settanta e gli inizi del nuovo millennio, fino ad arrivare ai giorni nostri. La particolarità di questo racconto sta nella modalità in cui l’autore mette a fuoco spezzoni di vita, raccontandoli nelle case in cui sono avvenuti. Dal nome stesso del romanzo si intuisce il cardine intorno a cui tutto ruota, la casa, intensa non come semplice abitazione costituita dalle mura domestiche, piuttosto come spettatrice immobile del percorso esistenziale di chi la abita. Il protagonista, che per convenzione prende il nome di «Io», muove i primi passi nella Casa del sottosuolo, intraprende un percorso di maturazione sentimentale nella Casa del sesso, mantiene le proprie relazioni segrete nella Casa dell’adulterio. L’esistenza di Io dunque spazia attraverso un’infinità di case. Case che fanno da riparo sicuro dalla desolazione, come la Casa dei tetti parigina; case che diventano il luogo in cui dare spazio alla propria identità e far sentire la propria voce, come la Casa della radio. La vita di Io percorre anche gli anni salienti della storia italiana recente: sotto gli occhi del protagonista scorrono le immagini dell’assassinio di Aldo Moro, che nel romanzo è colui che risiede nella cosiddetta Casa di Prigioniero, e del drammaturgo e letterato Pier Paolo Pasolini. Il libro delle case è un viaggio attraverso i cambiamenti degli ultimi cinquant’anni, nelle sue geografie, nelle sue architetture reali così come in quelle interiori, i luoghi da cui veniamo e quelli in cui stiamo vivendo, le palazzine di periferia degli anni sessanta, lo sparo che cambia il corso della storia, e il bacio rubato dietro una tenda. In un romanzo unico per costruzione, poesia e visionarietà, Bajani traccia il grande affresco di un’educazione sentimentale a metri quadri.

Cosa ne penso?

L’intero percorso autobiografico si presenta come un lungo memoir nel quale le case divengono spettatrici fisse della quotidianità che, in una prospettiva a lungo termine, diviene un processo di crescita e maturazione. L’intento del romanzo è certamente rivalutare gli spazi, dar loro nuova vita, degnarli di un nuovo ruolo e cioè quello di esser contenitori di emotività e di empatia. Case variegate, multiformi, case che diventano il palcoscenico di drammi familiari, il luogo in cui si concretizzano occasioni lavorative, in cui «Io» impara a conoscere i propri sentimenti, quelli di Madre, Padre, Nonna, Ragazza vergine. L’intento che muove Bajani a mettere per iscritto la propria esperienza autobiografica attraverso un lungo resoconto è proprio quello di voler portare rispetto alle «case», dimore dell’interiorità di chi le abita in cui avvengono le vicende fondanti della vita. Case che nel romanzo trasmutano la loro prospettiva, divenendo protagoniste inamovibili del percorso sentimentale ed introspettivo di «Io». Sigillo dell’intento programmatico del romanzo diviene così una scrittura fortemente tagliente e schematica, essenziale. Lo stile di Bajani è diretto, non lascia spazio ad alcuna reticenza. Il libro delle case è un romanzo per chi cerca un’esperienza nuova, diversa: un lungo percorso che ha come obiettivo ultimo il racconto di quelle «case» di cui ciascuno si prende cura, dando loro una nuova veste, quasi a voler sottolineare che esse non rappresentano lo sfondo della nostra esperienza sensibile, piuttosto divengono sicure custodi della nostra essenza, della nostra intimità, perchè in fondo «noi siamo anche le nostre case».

Siamo giunti alla fine di questo articolo. Grazie per averlo letto! A presto con tante altre novità qui sul Blog su Instagram.

2 commenti su “Recensione Il libro delle case, Andrea Bajani

  1. Inserito subito in wishlist! Le case sono davvero la rappresentazione del nostro io più intimo, trovo brillante l’idea di sfruttarle come filo rosso per raccontare una storia.
    Grazie del consiglio!

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